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Editoriale di Anna Maria Ciai

DENTRO L'ORARIO

Se diamo un'occhiata ai palinsesti delle tre reti della RAI, e da qualche tempo anche delle reti private, per quel che riguarda la programmazione filmica, notiamo che questa si è estesa fino alle ore piccole, se non addirittura piccolissime. Ottimo per i navigatori della notte, per gli insonni, per gli studenti universitari e per tutti quei giovani in attesa o in cerca di un lavoro, che possono permettersi il "lusso" e il piacere di rimanere alzati così a lungo. Ma ai giovani in età scolare, per i quali la campanella suona immancabilmente alle ore 8 dei mattino, cosa rimane da vedere per potersi fare una cultura cinematografica? Teniamo anche conto che , per fortuna, l'educazione all'immagine è cominciata a entrare di diritto nelle scuole e più di un insegnante usa ormai il cinema nella programmazione scolastica. Approfondire anche a casa un discorso sul modo di leggere e guardare un film, seguire questo o quel regista nella sua evoluzione anche teorica, riflettere su alcune tematiche narrate in modo filmico, può essere un utile esercizio e un piacevole compito. Ma quali sono dunque i film a cui i ragazzi possono accedere nelle ore pomeridiane o di prima serata?Se nella televisione privata c'è una certa omogeneità nella scelta dei film lungo l'arco della giornata, nella pubblica i titoli più interessanti non si trovano nelle ore di massima audience ma proprio in quelle della notte. Direte che è sempre possibile usare il videoregistratore. Ma diverso è l'atto di accendere semplicemente la TV da quello intenzionale e preordinato di preparare una registrazione, senza poi il problema di fare i conti con i desideri spesso contrastanti di fratelli o genitori. Un programma innovativo e coraggioso quale "Fuori Orario" diede il la alla messa in onda di film fuori della consueta fascia di prima serata e proprio seguendo questo programma migliaia di giovani cominciarono ad avvicinarsi al cinema in "altro modo", entrando a far parte del popolo dei cinefili. Era il 1988, un anno in cui il bilancio della RAI era particolarmente in rosso; forse anche per questo si lasciò carta bianca ad Angelo Guglielmi di fare sulla terza rete una programmazione più sperimentale e anticonformista. "Fuori Orario", il programma diventato un cult, curato da Enrico Ghezzi e Romano Frassa, in onda dal febbraio ogni sabato da mezzanotte alle tre, iniziò come "salotto telematico",dove si parlava e si vedevano spezzoni di film e di arte in genere; più tardi diventerà da trasmissione in diretta, la messa in onda di "Cose (mai) viste" e di film presentati nelle sezioni meno note, dei diversi festival internazionali o appartenenti alla filmografia dei grandi maestri del cinema. Ma sottolineiamo che quella non fu una scelta bensì una necessità. Anche nella libera televisione di Guglielmi delle transenne c'erano e una di questa era la fatidica fascia della prima serata. Oggi vediamo dunque che ci si allinea su questa scelta ma noi auspichiamo che i film, non solo quelli più di successo e che possiamo vedere nelle sale, ma tanti altri tra cui quelli di cinematografie emergenti, film realizzati da giovani autori ancora non famosi, insieme ai classici del cinema di ogni tempo possano trovare finalmente il loro spazio "dentro l'orario".

Fascicolo 16 - Dicembre 2001

 

 

SOMMARIO

Classic
ZERO IN CONDOTTA
di Alessandro Cappabianca



Cinema e...letteratura
L'AMICO RITROVATO

di Isella Belforti



Giovani contro

IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE
di Ilaria Gatti

Sugli schermi
VIAGGIO A KANDAHAR

di Daniele Dottorini

Fare il cinema
UN INIZIO DIFFICILE
di Wilma Labate

Riservato agli studenti
LA BALIA
di Laura Fatini


Dizionarietto
di Anna Maria Ciai