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Editoriale di Isabella Belforti
VENEZIA E I GIOVANI
La 59 Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, che si è da poco conclusa, ha visto anche quest'anno la partecipazione di un folto pubblico giovanile che ha vivacizzato l'atmosfera del festival (In verità un po' sottotono). Alcuni giovani cinefili sono giunti a loro spese, talvolta con accrediti culturali concessi dalle Università, altri hanno avuto la "chance" di entrare a far parte delle due giurie giovanili chiamate ad esprimere un voto sul film in concorso. Dal 1989, infatti, l'associazione Agiscuola, in intesa coi Ministero della Pubblica Istruzione, ha istituito il premio "Leoncino d'oro", che viene offerto al film in concorso più votato da una giuria composta da ventisci studenti delle scuole medie superiori che abbiano compiuto i diciott'anni di età. Quest'anno il prescelto è stato L'homme du train di Patrice Leconte. Ualtra giuria viene selezionata dall'Associazione CinemAvvenire che, nata da un'idea di Cillo Pontecorvo, ha proprio quest'anno compiuto dieci anni. I giovani, tutti studenti universitari, vengono scelti sulla base di un concorso che prevede, in alternativa, lo svolgimento di un tema sul cinema, la stesura di una sceneggiatura per cortometraggio e la realizzazione di un breve video. Il miglior film in concorso, è risultato quest'anno Oasis di Lee Chang-dong, ma i premi assegnati da questa giuria sono anche altri: migliore opera prima, miglior film sul rapporto uomo- natura, e miglior film per la pace. Durante tutta la durata della Mostra i ragazzi partecipano a seminari, incontri con registi e attori, conferenze, oltre ad avere l'opportunità di esprimere le proprie critiche sul Daily “CinemAvvenire notizie". La Mostra dei cinema di Venezia si contraddistingue ormai da molti anni per l'apertura a un pubblico ampio di amanti del cinema anche non "addetti ai lavori", soprattutto giovani. La domanda "leitmotiv" che ha accompagnato tutti i giorni della Mostra è stata "A che serve il festival?"; la risposta più frequente e condivisa è stata: "a far emergere autori e cinematografle di interesse artistico che non giungerebbero mai ai mercati europei". Vorrei aggiungere che udaltra funzione importante svolta da questo evento (finora e si spera anche in futuro) è quella di avvicinare i giovani alla conoscenza e all'amore per il cinema di qualità. E bastava girare per il Lido per sentire appassionate discussioni, per vedere corse affannate da una sala all'altra nella speranza di non perdere. proiezioni importanti, per vedere lunghissime file di ragazzi, non solo nelle sale in cui si proiettavano film concorrenti a qualche premio, ma anche e soprattutto in quelle in cui si proponevano importanti retrospettive, come quella dedicata ad Antonioni per i suoi novant'anni! Ed è infine confortante vedere come i giovani abbiano saputo scegliere premiando film linguisticamente pregevoli, ma anche caratterizzati dall'impegno sociale e civile, come è appunto il caso di Oasis, il film coreano che narra una poetica e incompresa storia d'amore tra un ritardato e una spastica; o La casa dei mattí di Andrei Koncalovskij, ambientato in un ospedale psichiatrico durante la guerra eccena, a cui è andato il premio della sezione "Il cerchio non è rotondo, Cinema per la pace".
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Fascicolo 19 - Settembre 2002
SOMMARIO
Cinestoria
IL NEOREALISMO
di Edoardo Bruno
Classic
IL TRIONFO
DELLA VOLONTA'
di Alessandro Cappabianca
Sugli schermi
STRATEGIE
DEL POSTMODERNO
di Daniele Dottorini
Cinema e ... letteratura
JULES ET JIM
di Patrizia Horvath
Dizionarietto
di Anna Maria Ciai
Riservato agli studenti
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