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Anno VIII Numero 30 |
Editoriale di Isella Belforti Il 24 mazo si è svolta a Roma, nella bella cornice della sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, la 18° edizione del Premio Filmcritica-UmbertoBarbaro, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Si tratta di un evento molto importante per tutti gli appassionati e gli studiosi di cinema, innanzitutto perché è intitolato alla memoria di uno dei più grandi e apprezzati critici e teorici cinematografici italiani, ma anche perché è uno dei pochi premi che offre riconoscimenti alle pubblicazioni più significative sul tema del cinema. Il dibattito sul cinema, sulle sue caratteristiche, sul suo linguaggio, sul suo rapporto con la realtà, si può dire che sia iniziato fin dai tempi dei fratelli Lumière e di Meliès ed è continuato negli anni sulle numerose riviste specializzate e su testi teorici che, oltre a tener vivo e aperto un confronto tra specialisti, ha contribuito ad allargare e a vivacizzare l’interesse per la settima arte. Il premio Barbaro è da anni un punto di riferimento importantissimo per specialisti ed amatori, ma quest’anno ha introdotto una novità che si collega all’impegno che la rivista sta profondendo nei riguardi dei giovanissimi. Riteniamo, infatti, che oggi più che mai, nella giungla delle immagini che bombardano senza sosta gli adolescenti, sia necessario offrire ai ragazzi degli strumenti di lettura e di decodificazione delle opere cinematografiche in particolare e del mondo mediatico in generale. La novità di cui vogliamo parlare è l’introduzione, tra i premi, di una “targa per il miglior libro didattico”, di un riconoscimento quindi, a un’opera che abbia al tempo stesso serietà di contenuti e potenzialità divulgative e didattiche. La segnalazione dell’edizione 2005 del Premio Barbaro riguarda il piccolo ma esauriente volume scritto a due mani da Antonio Medici e Daniele Vicari, intitolato “L’alfabeto dello sguardo” (sottotitolo: “capire il linguaggio audiovisivo”, Carocci Faber Editore per la collana “Scuola facendo”, euro 10,00). Antonio Medici è un critico cinematografico esperto di didattica dell’audiovisivo; Daniele Vicari è un regista, molto conosciuto anche dai giovani per il film Velocità massima, vincitore del premio David di Donatello. Il libro, dal linguaggio chiaro e semplice, ma non semplicistico, non si limita a una breve storia del cinema, ma si allarga a una storia dell’indagine teorica sul cinema e sul rapporto tra cinema e realtà; non offre solo la possibilità di analizzare la “grammatica” del cinema, che peraltro, come gli stessi autori sottolineano, non ha senso per un linguaggio artistico così complesso, ma permette a giovani e giovanissimi di apprendere per così dire “in soggettiva”. Infatti, oltre ad offrire molti riferimenti a film facilmente visionabili che meglio di qualsiasi spiegazione esemplificano i contenuti trattati, il volume presenta alcuni interessanti “percorsi didattici”, diversificati a seconda dell’età dei ragazzi (dalle elementari al liceo); si tratta di semplici e stimolanti esercizi che danno l’opportunità di sperimentare direttamente alcuni aspetti importanti legati al linguaggio e alla tecnologia di cinema e di audiovisivi. Gli insegnanti che avvertono l’importanza di aiutare gli studenti a orientarsi nel mondo delle immagini e ad accrescere la loro consapevolezza nei confronti del cinema e della televisione, troveranno in questo libro un indispensabile strumento didattico.
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Fascicolo 30 - Maggio 2005
SOMMARIO Classic Sugli schermi Cinema e...storia Dizionarietto Riservato agli Studenti |
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